Il residuo è Forma
Il residuo è Forma
di Anna Laura Longo
Materiali impiegati:
feltro di consistenze diversificate, resine parzialmente logorate, pellame di scarto dell’industria alimentare, gel esfoliante variamente essiccato di colorazione trasparente, rosa antico e nero-antracite, cartoncino opaco e semi-lucido, carta, cartone, lino, cotone, filo, filo cerato, montatura d’occhiale fatta oggetto di logorio, parasole in fibre sintetiche per velatura
Dimensioni: 40x60x3 cm.
Anno di realizzazione: 2026
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Il residuo è Forma è un libro-organismo di grande formato, di natura testimoniale. Esso produce infatti un resoconto di stampo visivo legato a nuove prassi pianistiche e artistico-performative, situate concettualmente tra grazia e “difformità del dicibile”. In quest’opera le potenzialità del gesto artistico-visivo e al contempo sonoro si offrono dunque a un'indagine scalpitante e libera. Quest’ultima si appresta a "ridisegnare" o rilevare delle traiettorie in parte sommerse e, quantomeno, cariche di misteri. Il tutto è il risultato di peculiari indagini percettive che conducono in direzione di attraversamenti di tipo multi-sensoriale.
Il residuo è Forma, nello specifico, è un’opera multi-materica e polifunzionale che è stata portata avanti in stretta correlazione con i progetti analoghi intitolati rispettivamente Exfoliación2 e Materializzazioni poetiche. In tutti questi casi si ritrova alla base la configurazione di una performance di stampo composito, che fa leva su pratiche di esfoliazione rivisitate in chiave scenica, dove vengono sfruttati materiali atipici e intriganti, dal punto di vista propriamente materico. Le pagine interne presentano diversi risultati di esfoliazioni, che trovano applicazione mediante la tecnica del collage, con ulteriori tracce di fili in rilievo. L'azione artistico-musicale e gli esiti della pratica esfoliativa stessa, di cui viene offerta una testimonianza fattiva, prevedono un focus sulla mano pianistica e su zone corporee ulteriori. Il lavoro performativo, di tipo visivo e al contempo musicale, punta ad addentrarsi nella scorrevolezza libera che è propria del tempo sonoro e, più ampiamente, riferibile al "musicabile". Nello specifico il tracciato predisposto cerca -metaforicamente- una promanazione esterna, affacciandosi direttamente sull'epidermide. Sicché la mano pianistica diviene fattivamente un "campo poetico" e un'attestazione della fragilità umana, svelata ma non sovraesposta. lasciata agire quindi osservata, con “stuporosità” produttiva. Nell’azione (restituita anche in termini fotografici oltreché materici) viene rispettivamente coinvolto il polso, l'avambraccio. il braccio, i polpastrelli e, più ampiamente le dita, il gomito, il dorso nonché il cavo della mano. Anche le spalle vengono coinvolte sulla base dei versi seguenti:
Le spalle volevano essere accostate al sogno/come maghe scottanti, per esportare un dono.
Si tratta di una costruzione drammaturgica vera e propria, collegata con un canovaccio di azioni plurime e potenzialmente incantatorie. Il tutto si muove tra delicatezza e assertività, sia realizzativa, sia contenutistica. L'approccio interpretativo non richiede pertanto una semplice decodifica, bensì una vera e propria disponibilità percettiva. Il "percorso energetico-costruttivo" segue delle dinamiche molto circostanziate che sono frutto di un lungo iter riflessivo, fondato su riferimenti estetico-filosofici e letterari, oltreché musicali, che conducono in direzione di una deviazione: trattasi di un vero e proprio squarcio di intensità, di tipo artistico-esperienziale. Il lavoro va in sostanza a riunire con agilità diversi aspetti legati alla sensorialità (ancor meglio una forma di "concretezza sensoriale") accanto ad elementi di pura astrazione. Trattasi dunque di ricerche ampliate e di natura vistosamente cangiante. Nelle pagine interne, in una duplice tasca è stato collocato il testo poetico sorgivo intitolato, per l’appunto, Il residuo è Forma, presente in una doppia versione. Negli intenti posti alla base della ricerca c’è di certo l’elaborazione e la restituzione di una “trasversalità dell’azione” e un riferimento precipuo all’importanza del criterio evolutivo umano.
Caratteristiche speciali
I risultati delle esfoliazioni presenti nelle pagine provengono direttamente dalla pelle dell’artista-performer e costituiscono quindi una testimonianza diretta e preziosissima dell'azione scenica legata all'opera. Una buona parte delle pratiche di esfoliazione ha avuto luogo valorizzando il silenzio, anche mediante confronti diretti tra ambientazioni di luce o buio. Un'altra parte ha trovato il suo svolgimento durante l'esecuzione di un brano musicale pianistico, sorto in concomitanza con la costruzione delle pagine e appartenente alle cosiddette Musiche striate.
Ulteriori testi di ispirazione e di riferimento
Sono state assunte come punto di riferimento anche le seguenti parole di James Hillman:
"Ogni cosmologia è un atto immaginativo, una parte della costruzione retorica che manifesta il piacere che ha l'anima per i racconti su di sé, così come anche il piacere nell'anima delle cose di essere raccontata nell'immaginazione".
E inoltre la frase di Maria Zambrano
"Giacché prima che le forme e le figure appaiano ci sono occhi che le attendono"
Diffusione internazionale
Alcuni esemplari rientranti in queste recenti ricerche e definiti libri-organismo sono spesso dotati di tracce audio ascoltabili in cuffia. Essi hanno trovato nel corso del tempo una collocazione in importanti collezioni e spazi museali o in Centri di documentazione e Biblioteche propriamente legate alle arti contemporanee e performative: in particolare il Museo Reina Sofia di Madrid, il Museo del Libro venezolano di Caracas, il Musoe Jumex di Ecatepec de Morelos in Messico, il MALI di Lima, il Museo Moderno di Buenos Aires e ancora in Spagna, a Cáceres, il Museo Helga de Alvear e, a León, il MUSAC (Museo di Arte Contemporanea di Castilla). La versione francese è disponibile a Tolosa presso il Musée Les Abattoirs e in Svizzera presso la Biblioteca della Fondation Jan Michalski. In Italia si potranno conoscere esemplari nella collezione della Biblioteca del Castello di Rivoli, nella Biblioteca del Museion di Bolzano e negli archivi della Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. In Giappone presso la biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.
C’è stata nell’anno 2024 una partecipazione alla “Biennale de Livres d’artistes au Portage” in Québec (Canada). Si segnalano due ulteriori presenze rispettivamente nella seconda edizione del Congresso internazionale interdisciplinare “Cuerpos, materias y otros restos” svoltosi a Madrid presso l’Universidad Autónoma UAM (Facultad de Filosofía y Letras) e, a seguire, nella Biblioteca “Libros de artista” della Facultad de Bellas Artes dell’Universitat Politècnica UPV di València.
Nella produzione più recente vengono in generale inanellati e posti alla ribalta, in forma integrata, i seguenti concetti ed elementi portanti: spazio, suono, parola, pensiero.














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