Uno spazio di fiducia

Uno spazio di fiducia tra il mondo esperito e da esperire

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Anna Laura Longo elabora opere pluridisciplinari. La sua produzione coniuga infatti ricerche sonore di tipo ampliato e realizzazioni artistico-visive che si uniscono ad aspetti testuali e performativi.

Seguendo un vero e proprio principio co-evolutivo agisce su una possibile comprensione e dilatazione delle esperienze musicali e, più in generale, artistico-visive e performative.

Ancor meglio sarebbe opportuno parlare di una comprensione dilatativa delle esperienze stesse per promuovere un'espansione delle forme (in primis forme di musicalità, forme del pensiero, dell'azione e della visione in senso lato), ponendosi a ridosso delle memorie singole e collettive e, in special modo, indagando le acquisizioni o tracce mnemoniche mediante rilevamenti ed esperimenti sia a breve che a lungo termine. 

Nel suo caso la significazione o ri-significazione dei gesti (nonché l'esplicitazione delle modalità espressive) non è altro che il risultato di una variabilità dei processi. 

Questi ultimi portano chiaramente in risalto un azionamento dei dispositivi mutevole e osservabile in senso esteso e composito. Ciò avviene necessariamente attraverso l'inclusione di variabili che possono disattendere o destabilizzare la formula o le formule pre-esistenti (o già date in modo aprioristico). 

Da questo punto di vista Anna Laura ipotizza dunque la possibilità di una "penombra nella comprensione" insita nei processi. Questo concetto tiene conto dei margini di mistero che tendono a qualificare e impreziosire la natura stessa della relazione tra spazio, strumento e performer.

Sono proprio gli intenti non pienamente delucidativi a preservare i margini suddetti e a farsi generatori di stratificazioni più o meno accentuate che, di per sé, appartengono all'essere e all'agire, così come al vedere e all'ascoltare.

 Da questo punto di vista il potenziamento dell'esperienza può perseguire -e auspicabilmente conseguire- un impatto vivificante. 

Rientra in tutto ciò uno studio sulla distribuzione delle energie e la necessità di una costruzione di uno spazio di fiducia tra noi e il suono o tra noi e il musicabile. Ma, in contemporanea, va contemplato uno spazio di fiducia instaurabile anchetra noi e il mondo esperito o da esperire. 




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