Indagini percettive e attraversamenti sensoriali

 







Il residuo è Forma


Il residuo è Forma è il titolo di un libro-organismo di grande formato. Si tratta di un’opera di natura testimoniale, che va a produrre un resoconto di stampo visivo in riferimento a nuove prassi pianistiche e artistico-performative, situate concettualmente tra grazia e “difformità del dicibile”. In questo lavoro le potenzialità del gesto artistico-visivo e al contempo sonoro si offrono dunque a un'indagine scalpitante e libera. L’idea è di "ridisegnare" o rilevare delle traiettorie in parte sommerse e, quantomeno, cariche di misteri. Il tutto è il risultato di peculiari indagini percettive che conducono in direzione di attraversamenti di tipo multi-sensoriale. Il residuo è Forma, nello specifico, è un’opera multi-materica e polifunzionale che è stata portata avanti in stretta correlazione con i progetti analoghi intitolati rispettivamente Exfoliación2 e Materializzazioni poetiche. In tutti questi casi si ritrova alla base la configurazione di una performance di stampo composito, che fa leva su pratiche di esfoliazione rivisitate in chiave scenica, dove vengono sfruttati materiali atipici e intriganti, dal punto di vista propriamente materico. Nella struttura interna si ritrovano diversi risultati di esfoliazioni, che trovano applicazione mediante la tecnica del collage, con ulteriori tracce di fili in rilievo. L'azione artistico-musicale e gli esiti della pratica esfoliativa stessa, di cui viene offerta una testimonianza fattiva, prevedono un focus sulla mano pianistica e su zone corporee ulteriori. Il lavoro performativo, di tipo visivo e al contempo musicale, punta ad addentrarsi nella scorrevolezza libera che è propria del tempo sonoro e, più ampiamente, essa è riferibile al "musicabile". Nello specifico il tracciato predisposto cerca metaforicamente una promanazione esterna, affacciandosi direttamente sull'epidermide. Sicché la mano pianistica diviene fattivamente un "campo poetico" e un'attestazione della fragilità umana. Una fragilità svelata ma non sovraesposta, lasciata agire e quindi osservata, con “stuporosità” produttiva. Nell’azione (restituita anche in termini fotografici oltreché materici) viene rispettivamente coinvolto il polso, l'avambraccio. il braccio, i polpastrelli e, più ampiamente le dita, il gomito, il dorso nonché il cavo della mano. Anche le spalle vengono coinvolte sulla base dei versi seguenti: Le spalle volevano essere accostate al sogno/come maghe scottanti, per esportare un dono.



Si tratta di una costruzione drammaturgica vera e propria, collegata con un canovaccio di azioni plurime e potenzialmente incantatorie. Il tutto si muove tra delicatezza e assertività, sia realizzativa, sia contenutistica. L'approccio interpretativo non richiede pertanto una semplice decodifica, bensì una vera e propria disponibilità percettiva. Il "percorso energetico-costruttivo" segue delle dinamiche molto circostanziate che sono frutto di un lungo iter riflessivo, fondato su riferimenti estetico-filosofici e letterari, oltreché musicali, che conducono in direzione di una deviazione anche concettuale: trattasi di un vero e proprio squarcio di intensità, di tipo artistico-esperienziale. 

Il lavoro va in sostanza a riunire con agilità diversi aspetti legati alla sensorialità (ancor meglio una forma di "concretezza sensoriale") accanto ad elementi di pura astrazione. Trattasi dunque di ricerche ampliate e di natura vistosamente cangiante. Negli intenti posti alla base della ricerca c’è di certo l’elaborazione e la restituzione di una “trasversalità dell’azione” e un riferimento precipuo all’importanza del criterio di espansione propriamente umano.


Diffusione internazionale

Alcuni esemplari rientranti in queste recenti ricerche sono spesso dotati di tracce audio ascoltabili in cuffia. Essi hanno trovato attualmente una collocazione in importanti collezioni e spazi museali o in Centri di documentazione e Biblioteche propriamente legate alle arti contemporanee e performative: in particolare il Museo Reina Sofia di Madrid, il Museo del Libro venezolano di Caracas, il Museo Jumex di Ecatepec de Morelos in Messico, il MALI di Lima, il Museo Moderno di Buenos Aires e ancora in Spagna, a Cáceres, il Museo Helga de Alvear e, a León, il MUSAC (Museo di Arte Contemporanea di Castilla). La versione francese è disponibile a Tolosa presso il Musée Les Abattoirs e, in Svizzera, presso la Biblioteca della Fondation Jan Michalski. In Italia si potranno conoscere esemplari nella collezione della Biblioteca del Castello di Rivoli, nella Biblioteca del Museion di Bolzano e negli archivi della Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. In Giappone presso la biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura.


Per Anna Laura Longo c’è stata nell’anno 2024 una partecipazione alla “Biennale de Livres d’artistes au Portage” in Québec (Canada). Si segnalano due ulteriori presenze rispettivamente nella seconda edizione del Congresso internazionale interdisciplinare “Cuerpos, materias y otros restos” svoltosi a Madrid presso l’Universidad Autónoma UAM (Facultad de Filosofía y Letras) e, a seguire, un approdo nella Biblioteca “Libros de artista” della Facultad de Bellas Artes dell’Universitat Politècnica UPV di Valéncia.


Nota biografica

Anna Laura Longo è pianista-performer, artista visiva, poetessa e saggista, addentrata nella creazione artistica in senso multidisciplinare, mediante una progettualità di carattere composito, con indagini riguardanti le relazioni tra suono e strumento, scrittura e gestualità, aspetti visuali e performativi. Ideatrice di installazioni composite e opere polimateriche promuove una spiccata multi-sensorialità. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti in virtù dei suoi lavori, basati su un'integrazione e su una fattiva giustapposizione tra le estetiche e i linguaggi. È interessata nella fattispecie alle mutazioni e al ruolo emancipatore e rifondativo delle arti, situandosi su un piano comparativo e amalgamante. È fortemente avvalorato nei suoi lavori il criterio di continuità tra suoni, spazi, segni, forme, materie. Si interessa dal punto di vista musicale e performativo alla natura composita del gesto e alla molteplicità delle sue derivazioni. Elabora in tal senso delle traiettorie artistiche stratificate in cui rientrano operazioni musicali e azioni pianistico-performative, installazioni e mostre d’arte diffuse su scala internazionale. A ciò si aggiungono le pubblicazioni e le esperienze composite di scrittura, portate avanti rispettivamente attraverso opere di poesia, saggistica e critica musicale, prosa sperimentale e drammaturgia. Tra i titoli pubblicati Plasma/ Sottomultipli del tema “Ricordo” (2004), Nuove rapide scosse retiniche (2009), Procedure esfolianti (2011), Apparati di suoni metodicamente cruciali (2013), Questo è il mese dei radiosi incarnati del suolo (2016), Viaggio nell’entroterra (2021), Declinazioni del timbro (2023). I suoi percorsi, nell’insieme, sono frutto di ricerche sul concetto di processualità e spazialità, con approfondimenti sul concetto di durata e di elogio dell’invisibile. Si è esibita musicalmente in contesti nazionali e internazionali, come solista e in formazioni in duo, collaborando con strumentisti e strumentiste, attori e attrici nonché performer. Attiva anche attraverso azioni performative e in reading. In riferimento alle correlazioni tra suono e movimento ha introdotto il concetto di “attestazione di esistenza”. La sua ricerca e pratica sperimentale verte principalmente sulla rigogliosità dell’ascolto e sulla musicalità in senso allargato e abbraccia flessibilmente le arti visive e la performance unitamente a progetti pianistici, con risultati di natura camaleontica. I suoi ulteriori ambiti esplorativi riguardano il dispositivo del controllo in musica, il tema del riconoscimento, le proficue interrelazioni tra percezione, movimento, attraversamento, gestualità sonora (sia strumentale sia pre-strumentale) e, inoltre, la dimensione temporale e gli aspetti puramente spaziali. Ha ideato a tale proposito uno stile denominato dinamico-estensivo, accertato attraverso numerose pubblicazioni. Pluripremiata in concorsi musicali di interpretazione pianistica, è risultata vincitrice del Premio Internazionale Lago Gerundo in qualità di autrice, nella sezione saggistica e critica musicale. Strumenti con interpolazioni e inserti oggettuali sono attualmente al centro dei suoi interessi di ricerca. Vi sono inclusi pianoforti tellurici, pianoforti-piantagioni, pianoforti abissali e pianoforti volumetrici-sculturali. Tali diciture fanno riferimento a impianti installativi basati su elaborate costruzioni metaforiche. Ha inciso per Taukay edizioni musicali. Collabora attivamente con riviste nazionali e internazionali. I suoi più recenti contributi di argomento musicale sono apparsi su riviste accademiche tra cui ITAMAR, che fa capo all’Università di Valencia (Spagna). Ulteriori collaborazioni recenti con MusicEdu. Le sue opere sono presenti in centri museali di rilevanza internazionale e hanno infatti raggiunto varie tappe, configurandosi come vere e proprie indagini sulle “profondità e sottigliezze“ della percezione in senso ampio, basandosi su un incessante impegno per una visione dell’arte -e della quotidianità– da intendersi come traversata avventurosa verso un progressivo e intenzionale arricchimento interiore. Nella sua ampia produzione di libri-organismo rientrano i seguenti titoli: In un singolo punto nodoso, Vision Blanche, Atterraggio lunare, Cloroplasti, Avanstrutture, Exfoliación2, Oblungo Rosso con incorporazione di tela, VolumetricOscuro, Nuovo rosso per un’ipnosi, Il residuo è Forma.

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